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Scritto da Caterina Tesei
Perché gli adolescenti si identificano nelle canzoni e nei cantanti che raccontano di vite di strada? Quale correlazione si può trovare tra le difficoltà di chi viene da situazioni critiche ed i giovani che invece hanno apparentemente tutto? Nella scena musicale ci sono diversi cantanti che con la loro musica rap, trap o gangsta-rap hanno un seguito notevole tanto da domandarsi cosa rende le loro canzoni così accattivanti.
Il genere rap nasce nei primi anni '70 nel South Bronx, New York, come parte integrante della cultura hiphop tra le comunità afroamericane e latino-americane. Ha fatto il suo ingresso in Italia all'inizio degli anni '90 portando messaggi di attivismo politico e sociale.
Il genere trap invece ha le sue origini intorno agli anni ’90 negli Stati Uniti mentre in Italia arriva solo nel 2010 ma il vero boom lo abbiamo intorno al 2014-2015. Il tema principale, a differenza del rap, è l’individuo che, partendo dal suo vissuto per strada, racconta come il successo gli sia dovuto perché ottenuto con faticosa gavetta e attraverso momenti difficili, l’artista racconta di riscatto sociale, vita di periferia e lusso.
Un ragazzo di 26 anni, Shiva, nome d’arte di Andrea Arrigoni, nato a Legnano in provincia di Milano cresciuto però a Corsico, comune nella periferia Milanese che ha segnato la sua formazione. Il periodo passato in Toscana ha dato vita alla sua passione per la musica con la partecipazione a gare di freestyle ed al suo nome d’arte nato dall’ispirazione di un writer del posto che si firmava proprio così, oggi è di lui che si parla per cercare di trovare un collegamento tra trap e adolescenza.
La sua non è stata una vita semplice come racconta nei suoi testi ma la sua carriera inizia presto nel 2015 con la partecipazione ad un contest che lo vedrà vincitore a soli 16 anni. Il suo bite sincero senza mezzi termini conquista presto una fetta di popolazione che si vede rappresentata da tematiche autobiografiche legate alla rivalsa sociale, alla vita di strada, al legame con i propri fratelli e alla dura realtà del contesto urbano, spesso raccontate con toni crudi e diretti.
Come riesce a connettersi così profondamente con i ragazzi? Si potrebbe spiegare con due motivazioni, la prima è perché il suo stile musicale è orecchiabile e coinvolgente, ha un bite che oggettivamente cattura e ti fa restare ad ascoltare fino alla fine le sue canzoni grazie anche a straordinarie collaborazioni, la seconda è perché racconta quelle che sono le storie di molti, partire dal basso, conquistare una posizione è condizione comune a tanti giovani che cercano di realizzarsi e capire chi vogliono essere.
Si può trovare un “neo” che non convince completamente e crea pareri discordanti in merito ovvero la continua attenzione e focalizzazione sul lusso, i soldi, le auto costose e gioielli appariscenti. Il rendere così materiale le vittorie potrebbe essere male interpretato da chi deve ancora formare e solidificare i valori quali sincerità, lealtà e onestà. È senza dubbio improponibile quantificare il successo nella vita in base ai beni materiali che si posseggono.
In conclusione, Shiva, continua a produrre musica che parla di sé, cercando di invogliare il suo pubblico ad impegnarsi a lavorare costantemente su sé stessi per raggiungere gli obiettivi prefissati!
Consiglio spassionato per voi lettori? Acquistate il biglietto e concedetevi un paio di ore per apprezzare la sua performance nelle varie date del tour in programma nel 2026, sicuramente sarà uno spettacolo che non si dimentica facilmente e no! Non diamo per scontato che, utilizzando termini espliciti, sia un genere da escludere a priori dalla propria playlist!
Buon ascolto 😉